La riforma elettorale si potrebbe fare così.

Una classe politica preparata, responsabile ed efficente è un buon punto di partenza per districare l’arruffata matassa Italia. Trovare però 950 persone circa, tutte oneste, preparate, disinteressate e magari anche intelligenti ed educate, mi rendo conto, non è facile! specie se il criterio con cui sono state individuate è stato, di volta in volta, le misure del seno e|o dei fianchi, le parentele e le assidue frequentazioni, essere il boss di qualche zona o appartenere al suo giro. Senza rivangare diti medi alzati, case comprate senza accorgersi, lauree in Albania o reciproche accuse di fascismo o di rigor mortis, io avrei un’ideuzza per migliorare un pò le cose. Di parlamrntari ce ne possono bastare 300 : 200 alla Camera e 100 al Senato. Quando fu scritta la Costituzione si usciva dal fascismo e si aveva l’impressione che una partecipazione così ampia volesse dire maggiore democrazia: non è stato così, l’esperienza ce lo ha insegnato:le aule del Parlamento, spesso desolatamente vuote, si trasformano per i voti di fiducia in orrendi bivacchi dove molti sono al telefono (coprendosi la bocca con la mano tali sono le oscenità o le nefandezze che devono dire) molti giocano con il computer, altri sfogliano giornali e riviste, qualcuno mangia e i più amiconi si scambiano ridendo pacche sulle spalle; per non ricordare le risse, gli insulti, i cappi, le fette di mortadella e i pianisti.  Eh sì, penso  proprio che 300 di queste possano proprio bastare! Come sceglierle? Intanto, visto che rappresentano milioni di onesti cittadini, escluderei tutti i pregiudicati, anche dopo un solo grado di giudizio. In Italia gli incensurati sono la maggioranza netta: non dovrebbe essere così difficile trovarne 300! Si potrebbe poi lasciare la scelta ai cittadini: è vero che  avevamo abolito le preferenze con un referendum per evitare il voto di scambio, ma le scelte operate dai dirigenti dei vari partiti si sono rivelate così peggiori che “aridatece le preferenze”. Oltretutto con un numero così ridotto di parlamentari, i collegi elettorali sarebbero molto più estesi e il condizionamento del voto diverrebbe un rischio molto più remoto.  Diminuito il numero, non sarebbe più così facile “imboscarsi” e vivacchiare da peones,:si finirebbe fatalmente sotto i riflettori e bisognerebbe imparare a fare discorsi sempre sensati e coerenti, lavorare e prendersi le proprie responsabilità, mettendoci la faccia. Naturalmente non sarebbe più possibile fare il sindaco, il presidente di provincia e il parlamentare contemporaneamente o prosegure, a tempo pieno, la vecchia professione, ma questo non sarebbe un danno, dato il tasso di disoccupazione del paese! Ne verrebbe anche un risparmio per le casse dello stato, simbolico dice qualcuno (ma non è poi così certo tra emolumenti, scorte, personale assegnato, superpensioni e privilegi vari) ma in questo momento abbiamo proprio bisogno di simboli!

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